In qualunque Regione voi votiate, qualunque Presidente regionale voi sosteniate, qualunque sia il vostro orientamento politico, credo che in occasione delle prossime elezioni regionali ci siano alcune semplici regole di comportamento che vadano seguite. Ho pensato fosse utile stilare una breve lista di suggerimenti per un voto libero e consapevole, per provare a migliorare un po’ la classe politica di questo Paese.
1. Esprimete una preferenza per un candidato
Per la Camera e per il Senato questa possibilità è stata abolita. A livello regionale, invece, i nostri rappresentanti non sono designati dai partiti ma vengono scelti direttamente dai cittadini votanti. Si tratta di un diritto importante, che garantisce davvero la possibilità di selezionare la classe dirigente della Regione in cui viviamo. Eppure ancora troppo pochi elettori se ne avvalgono, troppi sono coloro che delegano eccessivamente limitandosi a fare una crocetta sul simbolo del partito: la percentuale di preferenze espresse sul totale dei voti validi, alle ultime elezioni regionali, è stata del 27% in Lombardia, del 28% in Emilia Romagna, del 40% in Veneto e in Piemonte, poco superiore al 50% nel Lazio.
http://media.crumbria.it/rassegna/pdf/283391.pdf
2. Le persone contano più dei partiti
I partiti non sono dei blocchi omogenei e indistinti. Al loro interno convivono sensibilità diverse, personalità diverse, storie individuali e percorsi politici eterogenei. Dentro ogni partito (nel Pdl come nell’Idv, nella Lega o come nel Pd) coesistono persone più o meno valide e preparate, più o meno stimabili e indipendenti, più o meno vicine alla sensibilità politica d’ognuno di noi. In ogni partito coesistono persone che vivono la politica con passione e persone che la vedono soltanto come uno strumento di potere e carriera. Distinguere le une dalle altre non è poi così difficile. Non solo: in alcuni casi può “valere la pena” dare un’occhiata anche ai candidati di partiti affini a quello che tendenzialmente si voterebbe. Personalmente continuo a far fatica a comprendere la ragion d’essere di steccati tra il Pd, l’Idv, Sinistra e libertà, i Radicali, i Verdi, i Socialisti. Le differenze che li contraddistinguono continuano a sembrarmi poco più che sfumature (che volete farci, sono un “maggioritarista” convinto). Dando un’occhiata anche “in casa d’altri” si potrebbero quindi scoprire candidati che il nostro voto lo meritano davvero.
3. Andate sul sito internet del candidato, prima di votarlo
Un’operazione che in pochi minuti consente di scremare molto più di quanto possiate immaginare. Nel caso del Pd del Lazio, per esempio, sul sito regionale è pubblicato l’elenco di tutti i candidati ed il link diretto al loro sito internet. http://www.pdlazio.it/2010/02/i-candidati-del-pd-alle-elezioni-regionali-del-28-e-29-marzo/ Una prima occhiata è stata sufficiente per scartare coloro sul cui sito compare prima il simbolo della Margherita e poi quello del Pd, oppure quelli in cui è in bella vista il logo delle mozioni di un congresso finito da ben 6 mesi. Soprattutto, sui siti dei candidati è possibile leggerne la biografia (sapere cos’han fatto nella vita è davvero illuminante!) e capire quali sono le loro priorità, quali le loro principali sensibilità.
4. Votate candidati che non ricoprivano incarichi politici prima della vostra data di nascita
A proposito di biografia, questa per me è una delle principali discriminanti. Non è una questione anagrafica: semplicemente è una questione di ricambio delle classi dirigenti. Vorrei essere ancor più selettivo e dire “prima della vostra maggiore età”, ma in tal caso purtroppo restringerei troppo il campo.
5. In caso di dubbio tra due o più candidati che per voi pari sono, scegliete sempre una donna
Oltre a quella anagrafica, c’è la questione di genere. Le donne sono soltanto il 21% dei Parlamentari alla Camera, il 17% al Senato. Ancora meno rappresentata la componente femminile negli ultimi Consigli regionali: erano 10 su 70 nel Lazio, 13 su 80 in Lombardia.
6. Preferite campagne a basso costo e finanziate dal basso
Provo un pizzico di antipatia verso chi spende troppi soldi per farsi eleggere, verso chi offre troppe cene, verso chi promette troppe cose. E in ogni caso chi riesce a tappezzare di manifesti (spesso abusivi) una città come Roma o Milano non avrà certo bisogno del mio voto – e neanche del vostro – per essere eletto. A volte si può fare un’ottima campagna elettorale investendo un budget relativamente modesto. È il caso, ad esempio, di Pierfrancesco Maran, consigliere comunale a Milano con 1.480 preferenze spendendo cento volte meno di quanto hanno speso giovani berlusconiani che non sono riusciti a farsi eleggere http://pier.ilcannocchiale.it/2006/05/30/come_g20.html
Lo stesso successo avranno, ne sono sicuro, Cristiana Alicata a Roma e Pietro Bussolati a Milano: perché a volte l’entusiasmo e la creatività contano più dei soldi, anche in politica.
7. Votate candidati trasparenti e disponibili al dialogo, al confronto
Il mandato politico non è una delega in bianco. Un eletto non può sparire per 5 anni e poi ripresentarsi al momento del voto. Gli strumenti per confrontarsi, per informare sulle scelte compiute, per condividere posizioni prese, opinioni e idee sono più che infiniti. Avere un sito o un blog aggiornato e partecipato, durante il proprio mandato, secondo me dovrebbe essere un dovere istituzionale. Ancora meglio, sapere se il politico che si sta per votare favorisce anche, nel territorio, occasioni d’incontro e momenti di confronto pubblici e partecipati.
8. Non sprecate la preferenza per candidature di bandiera
Vabbè, qua mi viene in mente soprattutto Emma Bonino capolista della lista Bonino/Pannella a sostegno di Emma Bonino Presidente. Oppure Ministri sparsi di qua e di là (Rotondi in Piemonte, la Carfagna in Campania), che senso hanno? Tanto mica lasciano il posto da Ministri per fare i Consiglieri regionali… Ma anche Giobbe Covatta capolista dei Verdi o Margherita Hack nella Federazione della Sinistra: con tutto il rispetto, difficilmente me li immagino a svolgere l’attività di Consiglieri regionali.
9. Ricordate che si può effettuare il voto disgiunto
Per esempio se siete calabresi e del Pd, ma Loiero proprio non ce la fate a votarlo, potete votare Callipo come candidato presidente e cmq Pd come lista (io lo farei); se siete lombardi e della Lega, ma dopo 15 anni Formigoni vi ha proprio stufato, potete votare Penati come presidente e cmq la Lega; se siete del Pdl in Piemonte ma non ve la sentite di votare Cota, e tutto sommato Mercedes Bresso non vi dispiace affatto, votate la Bresso ma anche il Pdl. And so on.
10. Sappiate che state votando per delle elezioni regionali e per nient’altro. Non è un referendum pro o contro Berlusconi. Non sono delle elezioni politiche nazionali.
Le regioni si occupano innanzitutto di Sanità, e poi ancora di Sanità e di Sanità. Hanno inoltre competenza esclusiva in materia di lavoro e politiche dell’occupazione (sempre di più, ed è un argomento sempre più delicato), di programmazione delle infrastrutture, di produzione d’energia (e qui è centrale il dibattito su rinnovabili e nucleare), di casa e di politiche abitative, di attività produttive (agricoltura, industria, commercio, edilizia), di assistenza scolastica e formazione professionale… Sarebbe carino essere un minimo informati anche su questi temi. Le regioni non si occupano, invece, di Giustizia. Né di immigrazione.